Ange's Blog

Scipione, Caronte, Minosse, Ulisse, Nerone e Caligola, potrebbe essere una nuova opera di Omero, invece si tratta della stagione remiera 2012, svoltasi in ogni suo appuntamento con almeno uno di questi protagonisti.
La buona notizia è che nemmeno gli anticicloni africani sono riusciti a fermare la forza e il coraggio dei leoni della laguna veneziana.
Come ogni anno non mancano le sorprese per la regata più importante della stagione, infatti ecco che si ripresentano dopo quasi un’anno i temibili avversari dei cugini Vignotto; da non sottovalutare la coppia Ballarin-Donà, che alle selezioni si sono conquistati un gondolino per la Storica con un tempo straordinario. Lascia con l’amaro in bocca il tempo della coppia Strigheta-Prevedello, che rimangono esclusi dalla top ten dei regatanti.
Tra le donne primeggia sempre la straordinaria coppia Schiavon-Ragazzi, ma il colpo di scena l’hanno fatto la coppia Brotto-Vianello, che riescono ad entrare per un soffio lasciando in riserva le giovani Tosi, ma forse la causa di questo ribaltamento di situazione sta nel malore di una delle due sorelle nella settimana antecedente alle selezioni.
Fra i leoncini del remo, i giovanissimi, non ci sono grandi novità, se non per la coppia Bon-Sozzi che, dopo una stagione un po’ tintinnante, riescono ad aggiudicarsi un pupparino per sfidarsi in Canal Grande con le altre giovani reclute.
Venerdì 24 si terrano le ultime eliminatorie per aggiudicarsi una caorlina, cogliamo l’occasione per fare un grosso augurio a tutti i regatanti; un augurio speciale va ad una famiglia speciale di Burano, che parteciperà al completo alla regata in Canal Grande, portando alto il nome di Burano. Incrociamo dunque le dita per la famiglia Zane, gridando a squarciagola “forza Fabio, forza Erika, forza Matteo” ma l’urlo più grande va alla piccola della famiglia “forza Nicole”, che nonostante la giovane età conta già tantissimi successi. Per la colorata isola della laguna sarà un onore poter avere per ogni categoria un partecipante e quindi grazie alle 4 generazioni di questa famiglia.
Dato che siamo di parte, facciamo un augurio anche a Maurizio Rossi e Stefano Tagliapietra, che, come ci aspettavamo, si sfideranno anche loro nelle formule uno della laguna.

In bocca al lupo a tutti e che vinca il migliore!

In questa domenica d’ottobre baciata dal sole, Bacco sembra esser venuto nell’isola meno visitata della laguna nord assieme a tutti i suoi satiri e baccanti, portando un aria di festa che non si vedeva da diverso tempo in quest’angolo veneziano.
Un’inaspettata folla di barche a motore ha seguito la tradizionale regata del mosto, incitando chi per uno, chi per l’altro, i partecipanti di questa sfida, fortunatamente senza disturbare i regatanti.
Quest’anno si sono presentati diversi campioni e campionesse, più che nelle edizioni precedenti.
Acqua a contraria e vento alle puppe, favoriti dunque i numeri sotto riva pescati da Campagnari – Bregantin, numero uno, con la loro imbarcazione color canarin, e il viola di Baita – Tosi, numero d’acqua due.
Il peggior numero, il cinque, è stato sorteggiato dalla coppia Angelin – Zanella, a bordo dell’imbarcazione rosa.
Fin dalla partenza si notano subito quali saranno i possibili bandierati, si portano infatti nelle prime posizioni il celeste, il bianco e l’arancio; a voce di qualcuno proprio poco dopo la partenza c’è stata qualche scorrettezza da parte di alcune di queste imbarcazioni, ma va ricordato che con il vento alle poppe non era facile gestire la barca per le povere damigelle che si son ritrovate a vogare con qualche “cavallo imbizzarrito”. Subito a seguito ci sono canarin, verde e rosa, un po’ più nelle retrovie marron, viola e rosso.
Dopo l’aspra lotta, entra in canale per primo l’arancio della coppia Costantini – Allegretto, seguiti dal celeste di Davanzo – Angiolin, poi il bianco di Scaramuzza – Collavini, il canarin, il rosa, il verde di Scarpa- Ballarin, il marron di Signorelli – Ghigi, il rosso di Almansi- Nordio e il viola.
Questa posizione nelle retrovie della coppia Almansi – Nordio è stata sicuramente dovuta a qualche scorrettezza, sfortunatamente non possiamo riportarne la dinamica perché, data la distanza obbligatoria che si doveva tenere dalla gara, non è stato possibile vedere l’accaduto.
Arrivano all’ultima curva prima del giro del paletto, in ordine, arancio, celeste, canarin, rosa, bianco, verde, marron, rosso e viola. Dopo il giro del paletto accade un trambusto, una barca crea danno all’arancio, che perde il suo vantaggio, e ne approfittano subito il canarin e il celeste che si appaiano. E’ lotta all’ultimo sangue per la bandiera rossa e arrivano al traguardo praticamente tutti e tre assieme.
Lo stop è stato dato nell’ordine: arancio, canarin, celeste, bianco, rosa, verde, marron, rosso, viola.
I giudici però hanno deciso di cambiare l’ordine dei primi 3 bandierati, proclamando vincitori la coppia Davanzo – Angiolin, a seguito Campagnari – Bregantin e Costantini – Allegretto.
Si sono subito inveiti i regatanti, sembrava di assistere a le chiozzotte goldoniane; molto sgradevole la vista di questi sportivi che si insultavano l’un l’altro, senza ritegno, senza ricordarsi che la voga alla veneta è uno sport e in quanto tale deve essere vissuto da veri sportivi, accettando anche le decisioni altrui, e non dovrebbe prevalere la prepotenza di alcuni che pensano di sistemare tutto alzando la voce.
Dopo aver assistito all’ira d’Achille, i giudici assecondano i regatanti come fece Atena a suo tempo; l’ordine dei primi tre viene dunque nuovamente ribaltato e risultano vincitori la coppia Campagnari – Bregantin, seguiti da Costantini – Allegretto e viene assegnato il terzo posto alla coppia Davanzo – Angiolin.
La festa a Sant’Erasmo è continuata in allegria come in un baccanale romano; molti, anche tra i regatanti, sono rimasti a festeggiare nell’isola più verde della laguna che per un giorno è diventata molto popolata e spensierata.

Caldo, afa e “un sol che spacca e piere”, ecco il clima che la scorsa domenica, la prima del mese di luglio, ha riservato ai maestosi regatanti che si sono sfidati nel canale di Murano.
Alle 18.00 si sono attaccati al cordino i campioni e tra loro anche il nuovo arrivato Tobia Barina Silvestri, vincitore della regata di S.Giovanni e Paolo ed entrato di diritto a far parte di questa regata.
Parte lo sparo e subito si mettono in testa il verde e il marron dei cugini Vignotto, seguiti da una schiera eterogenea di colori che cercano in tutti i modi di attaccarsi alla loro poppe. Sono da subito un po’ più in disparte il canarin di Franco Dei Rossi (detto Strigheta) e l’arancio di Tobia Barina Silvestri.
Dopo i primi 500 m comincia la vera e propria lotta tra il marron di Rudy e il verde di Igor, seguiti dal celeste di Andrea Secco e il Rosa di Roberto Busetto.
Sono queste le 4 barche che domineranno la regata e subito dietro a loro il bianco di Andrea Bertoldini che, a momenti, cerca di sferrare qualche attacco per prendersi un posticino sul podio.
Giro del palo regolarissimo, tutti i regatanti si sono rispettati senza creare scompiglio ed è qui che notiamo in ottava posizione il canarin di Strigheta, appena poco più avanti della giovane recluta.
Solitamente il buon Strigheta parte sempre un po’ a rilento per andare ad attaccare i suoi avversari con calma. Questa volta no. Nei suoi occhi un leggero sconforto, un leggero rammarico, non per la sua posizione, ma perchè in cuor suo sapeva bene cosa significavano quei segnali mandati dal suo fisico.
Continua l’aspra lotta tra i cugini Vignotto per la bandiera rossa e tra Busetto e Secco per la bandiera verde.
Apre la sfilata nel canale che attraversa l’isola di Murano Igor Vignotto e la sua gondola verde, con un sorriso stampato e una grinta da leone; subito al seguito Rudy, un po’ più seccato di aver perso la battaglia con il cugino ma comunque soddisfatto della sua bandiera bianca.
Lottano fino all’ultimo istante il celeste e il rosa e sembra che quest’ultimo abbia commesso qualche irregolarità circa al giro del secondo paletto.
Vince comunque Roberto Busetto con la sua gondola rosa questa dura lotta, favorito anche dalla corrente che lo ostacolava molto meno rispetto alla posizione in cui si trovava Andrea Secco con la sua gondola celeste.
Arrivano in sucessione il bianco di Andrea Bertoldini, il viola di Davide Prevedello, il rosso di Giuliano Pagan, il canarin di Franco Dei Rossi e l’arancio del nuovo arrivato Tobia Barina Silvestri.
Un grande applauso è stato fatto a tutti i regatanti, ma uno in particolare è stato accolto come un gladiatore nella sua arena: Franco Dei Rossi. I suoi occhi avevano la luce del tramonto di una sfavillante carriera; ha donato gioie e attimi di souspance a tutti i suoi tifosi per ben 37 anni ed ora è arrivato anche per lui il momento di deporre le armi. Ha salutato tutti con un ultimo alza remi in onore di questa carriera, come ultima dedica ai suoi tifosi. Ma si parlerà ancora tanto di lui perchè, citando le parole di un famoso film, chi conquista la folla riecheggia nell’eternità e Franco è degno di riecheggiare nei secoli, tra le acque della sua amata laguna, come tutti i grandi campioni che tutt’ora ricordiamo.
Un saluto a questo vecchio campione e un benvenuto alla nuova recluta che, chissà, magari farà parlare tanto di se negli anni avvenire proprio come il nostro vecchio combattente che domenica ha ceduto la sua arena ad una nuova generazione di gladiatori.

Il mese d’Aprile si conclude per la Remiera dell’isola più colorata dell’arcipelago veneziano con una gloriosa manifestazione intitolata “Vogaepara”.
Mentre il sole faceva capolino dietro le nubi, più di 200 persone si sono ritrovate nel Canale di Burano per fare una scampagnata nella meravigliosa Laguna Nord, alla scoperta dei canali più insidiosi.
Il nome di questo evento non è stato scelto a caso dato che il significato letterale di voga e para è “voga e impala”, gesto che i pescatori facevano di routine quando andavano per le paludi. E’ proprio da questa tradizione che nasce il nome della remiera ed il nome di questa festa, riproposta nell’ultima domenica d’Aprile per la trentaseiesima volta, un raduno che storicamente vedeva regatanti, pescatori e dilettanti riunirsi a passeggio nelle paludi della Laguna Nord mettendo assieme l’esperienza dei pescatori, la tecnica dei regatanti e lo stupore dei dilettanti.
Il percorso è stato lievemente cambiato dagli scorsi anni a causa della marea troppo bassa; i vogatori si sono ritrovati a fare un itinerario di circa 16 Km facendo il canale di Dese e svoltando per il “giro delle marie” e cioè, per coloro che non conoscono tutte le zone della laguna, si tratta di un particolare percorso che comprende Montiron (Quarto d’Altino), costeggiando in seguito Valle Perini e Monte dell’Oro, ritornando poi in remiera.
Alla fine di questa vogata in compagnia è stato organizzato un pranzo degno dei migliori ristoranti, con un menu tutto a base di ottimo pesce.
Ad onorarci della loro presenza si sono riuniti a questo banchetto prelibato diverse autorità come il Dott. Bisol, proprietario del ristorante-ostello “Venissa” e importante viticoltore di Valdobbiadene, personaggio che pian piano si sta facendo strada tra i cuori dei buranelli presenziando anche alle manifestazioni di tradizione popolare; sono venuti da Casier il sindaco e gli assessori allo sport, alla cultura e ai servizi sociali; si sono uniti a loro anche il Dott. Giuliano Borella, sponsor ufficiale della Vogaepara e proprietario dell’azienda “3C chimica colori”, ed infine, ma non per questo meno importanti, il consigliere di Burano Davide Tagliapietra ed il Sig. Aldo Rosso, uno dei più grandi sostenitori della voga alla veneta.
La manifestazione si è conclusa alla grande con una super lotteria che ha visto in palio una cesta e due forcole da caorlina.
Tra i volti di tutti i partecipanti è emersa un’immensa gioia nell’aver percorso un tragitto simbolico che ha riportato tutti alle vecchie tradizioni veneziane, forse perchè, proprio in un momento così fragile della nostra Italia si sente l’irrefrenabile bisogno di trovare un punto comune, un ricordo comune, tra canne, cigni e tradizioni provinciali.

Come un pesce d’aprile, il vento di bora in questa prima domenica del mese si è messo contro i 60 regatanti della remiera Vogaepara di Burano ma non è riuscito a scoraggiare nessuno di loro che, inarrestabili come sempre, hanno dato vita ad uno spettacolo entusiasmante: 2 squadre, 10 regate, 20 imbarcazioni, 22 donne di cui di cui 5 maciarele e 6 donne alle prime armi. Tutto questo in onore di un grande uomo, Orazio Barbaro, scomparso da pochi anni ma ancora tra i cuori dei suoi compaesani che hanno voluto ricordarlo con questa manifestazione.
La regata si è conclusa con un pareggio tra le due squadre, probabilmente è così che l’amato buranello avrebbe voluto che finisse: una vittoria per tutti, senza squilibrarsi né per una squadra, né per l’altra.
Tra i partecipanti di questa sfida anche un parente del commemorato, Luigi Seno, ed è stata strappata una promessa anche alle due figlie di Orazio che, il prossimo anno, parteciperanno con molta probabilità alla regata; presente anche tra i vogatori Loris Tagliapietra, il nuovo presidente della remiera di Burano.
Alla conclusione della regata tutti i partecipanti sono stati ospitati “Da Romano”, locale storico dell’isola, che apparteneva al grande uomo onorato in questa giornata festosa ma nostalgica al tempo stesso.